Samira e l’acqua

Samira è una ragazza di 15 anni che vive con la sua famiglia in un villaggio nel sud della Somalia. Nel villaggio, come in molte zone del suo Paese e dell’intero continente africano, le persone non hanno accesso all’acqua potabile.

La rete idrica non è sviluppata, per cui l’acqua non arriva nelle case, se non nelle grandi città. Samira convive da sempre con questo problema, che per lei è normalità. Ogni giorno lei o un suo familiare devono percorrere 10 chilometri per recarsi al pozzo più vicino per fare scorte di acqua. Si caricano sulle spalle delle otri e vanno a riempirle al pozzo.

Samira con la sua famiglia deve economizzare l’uso dell’acqua, per evitare che ne venga sprecata anche solo una goccia. Cercano di non sprecarla e, così, la utilizzano per lavarsi più volte facendola bollire e, quando ormai è praticamente inutilizzabile, la usano per innaffiare i piccoli appezzamenti di terreno dove tentano di coltivare ortaggi e verdura.

Non è facile la vita in quel villaggio, perché l’acqua è un lusso. Quando inizia la stagione calda, il pozzo dove vanno ad approvvigionarsi si abbassa di livello e, a volte, rimane senz’acqua. Ecco che il problema si aggrava ancora: Samira deve andare a cercare l’acqua in altri pozzi, che sono molto distanti e non sempre è possibile trovarla. Qualche tempo fa è passato più di un mese prima che trovasse dell’acqua in uno dei pozzi, e la sua famiglia, come l’intero villaggio, era veramente in grande difficoltà.

Questa è una delle più gravi problematiche del continente africano. L’acqua è un lusso e, come tale, purtroppo, non è per tutti. Noi abitanti nel nord del mondo non ci rendiamo neanche conto di quanto siamo fortunati quando possiamo aprire un rubinetto e usare l’acqua a nostro piacimento.

Samira vive comunque felice, mentre se a noi manca l’acqua anche solo per mezza giornata, a causa di un guasto, andiamo nel panico e non riusciamo a fare più nulla. L’acqua è un bene prezioso e, vista la problematica del cambiamento climatico e i periodi di grande siccità che stanno coinvolgendo anche il nostro Paese, dovremmo iniziare a usarla con parsimonia e pensare che per tutti noi è un bene preziosissimo. 

Gruppo DAMA – 2aB – ITTA Carlo Grassi – Torino

*foto: Compassion Italia Onlus

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