LE FONDAMENTA DELLA VITA

ISTITUTO TECNICO “ETTORE MAJORANA” – Castrolibero (CS), classe IIA AFM

Perché l’acqua è importante? È una risorsa essenziale e indispensabile per la vita su questo pianeta. Sin dall’inizio, essa è stata considerata una risorsa fondamentale per la sopravvivenza di tutte le forme di vita. Oltre ad essere presente in abbondanza sulla Terra, l’acqua si trova anche negli organismi viventi, rendendola una componente essenziale per il mantenimento delle funzioni vitali. I suoi molteplici usi comprendono l’idratazione, la produzione di cibo, il supporto agli ecosistemi, il trasporto di nutrienti e la regolazione della temperatura corporea. Ci sono diverse problematiche da affrontare per garantire la consapevolezza nella sua gestione e diminuire gli sprechi e l’inquinamento.

ACQUA SU MARTE

Il nostro bisogno di acqua, ci porta a cercarla anche su altri pianeti. Ed è chiaro che se su Marte trovassimo acqua in abbondanza  faciliterebbe l’impresa: l’acqua è un elemento di cui l’uomo non può fare a meno. Se fosse accessibile, per esempio, una missione umana non avrebbe il problema di portarsi acqua per il ritorno sulla Terra. E una colonia non dovrebbe essere dotata di impianti di riciclaggio che sono usati oggi sulla Stazione Spaziale.

Però a causa delle fake news, si sono creati dubbi riguardo alla presenza dell’acqua su Marte, le quali hanno portato la gente ad avere opinioni diverse riguardo questa  recente scoperta. Le fake news (o notizie false) possono nascere da informazioni completamente inventate per interessi economici, politici oppure da informazioni parziali o scorrette, scritte senza la reale intenzione di dare Profili social finti, nomi di esperti inventati, istituti di appartenenza inesistenti: queste sono alcune delle caratteristiche più plateali delle fake news.

ACQUA E TURISMO

Se un giorno dovessimo partire e recarci all’estero, in particolare nel caldo paese africano, bisogna prestare attenzione a ciò che dice la Farnesina: il palazzo romano che ospita il Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale a cui sono attribuiti compiti che spettano allo stato in materia di rapporti politici, economici, sociali e culturali con l’estero.

Infatti essa sconsiglia di bere acqua da rubinetto, lavarsi i denti e la faccia, evitare di far entrare acqua in bocca mentre si fa la doccia.  L’unica soluzione plausibile per idratarsi è quella di acquistare acqua in bottiglia.

ACQUA E DISUGUGLIANZE

Solo una piccola percentuale dell’acqua che ricopre che ricopre il nostro pianeta è potabile, e di certo non è distribuita equamente tra i continenti.

Sappiamo tutti quanto l’acqua sia un bene fondamentale per le nostre vite: la usiamo tutti i giorni, spesso senza nemmeno farci troppo caso, è sufficiente aprire il rubinetto.

Per moltissime altre persone in tutto il mondo, forse più di quante ne pensiamo, l’acqua invece è un bene scarso e preziosissimo, il cui approvvigionamento comporta fatica e tempo ed il cui uso va controllato e distribuito con parsimonia.

Secondo i dati dell’ONU, la scarsità dell’acqua colpisce più del 40 % della popolazione mondiale. Oltre a ciò, a livello mondiale, 3 persone su 10 non hanno accesso a servizi igienici di base mentre 2-3 persone 10 a livello globale utilizzano fonti di acqua potabile contaminate da escrementi.

ACQUA E DEMOCRAZIA

“L’acqua è democrazia. Senza di essa non c’è futuro.”

Diceva così Nelson Mandela, il noto ex-presidente del Sudafrica. Nei prossimi anni, quindi, l’acqua sarà in grado di influenzare sempre più l’economia, la politica e la sopravvivenza stessa di nazioni e continenti interi. Per l’acqua potrebbero combattersi guerre più violente di quelle per il petrolio.

Oltre a conflitti armati tra stati vicini, le crisi idriche possono creare tumulti anche all’interno dei singoli paesi. Caso eclatante, quello della città boliviana di Cochobamba dove, nel 10 aprile del 2000 le tariffe per l’acqua pubblica vennero alzate del 300%, a seguito della privatizzazione della gestione dell’acqua, causando guerre civili.

In Tunisia la carenza dell’acqua ha aggravato le condizioni della popolazione già afflitta da una pesante crisi economica e sociale. In futuro queste ostilità potrebbero ripetersi di nuovo,  con molti più disastri politici, economici e civili.

Coma sappiamo le tensioni diplomatiche in Africa per l’acqua non si sono mai estinte, il più recente degli scontri avviene tra due paesi: Egitto ed Etiopia; quest’ultima ha avviato da poco un progetto per la costruzione di una maxi diga sul fiume Nilo (la costruzione della mastodontica struttura coinvolge direttamente e indirettamente il nostro paese, vista la presenza di migliaia di lavoratori italiani sul territorio africano)

Dopo qualche anno i due stati tornano a trattare sul dossier più insidioso, ovvero: le operazioni della GRAND ETHIOPIAN RENAISSANCE DAM, costruita da Addis Abeba e avversata dal Cairo, perché estorcerebbe la quasi totalità delle risorse idriche egiziane. Non è che il 1° round dei negoziati, dopo il flop di quelli triangolati dall’ Unione Africana e Stati Uniti per organizzare un’escalation già scivolata sull’orlo delle minacce militari

Sulla carta, però, i termini devono essere più chiari: il presidente egiziano “Al-Sisi” e il premier Etiope “Abiy Ahmed” hanno concordato di raggiungere un’intesa entro 4 mesi e di coinvolgere nell’accordo il Sudan, allineato all’Egitto nell’ostilità all’attuale progetto Etiope.

MICROPLASTICHE

Una delle problematiche dell’inquinamento sono le micro plastiche, ovvero minuscoli pezzi di materiale plastico, da 5mm circa.

si dividono in diverse categorie in base alla loro origine:

le micro plastiche primarie; sono rilasciate nell’ambiente sotto forma di piccole particelle. 

questa categoria di micro plastiche rappresenta il 15-31% delle micro plastiche presenti nell’oceano.

Le fonti principali sono: il lavaggio di capi sintetici (35% delle micro plastiche primarie), l’abrasione degli pneumatici durante la guida (28%).

 Le micro plastiche aggiunte nei prodotti per la cura del corpo (per esempio le micro particelle nello scrub).

Le micro plastiche secondarie:  sono rilasciate nell’ambiente tramite la degradazione degli oggetti di plastica più grandi (buste di plastica, bottiglie e/o reti da pesca).

Rappresentano circa il 68-81% delle micro plastiche presenti nell’oceano 

La soluzione non è univoca e sono richiesti sforzi congiunti per rimediare ai danni prodotti finora, sia da parte dei singoli cittadini che devono cambiare le loro abitudini, sia da parte delle autorità politiche regolatorie e del mondo produttivo.

Sono necessari alcuni sforzi per cercare di ridurre la produzione dei prodotti plastici al fine di prevenire il rilascio di nuove micro plastiche nell’ambiente. il mondo scientifico e tecnologico sta inoltre lavorando per trovare il modo di accelerare la degradazione della plastica già prodotta e presente nell’ambiente, per esempio utilizzando microrganismi o sostanze enzimatiche.

Nonostante sia così vitale, l’acqua è spesso considerata scontata e il suo utilizzo inefficiente può portare a problemi di approvvigionamento idrico. Pertanto, è di fondamentale importanza apprezzare il valore dell’acqua e adottare comportamenti responsabili per garantire la sua disponibilità per le future generazioni. La sua importanza come fonte di vita e bene comune deve essere preservata e protetta.

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