CITTÀ IN ALTO MARE, I RESIDENTI GRIDANO AIUTO

ITET "G. Tomasi di Lampedusa", gruppo Salina1

Tra modo dire e triste realtà la linea stavolta è davvero sottile. L’ennesimo risveglio con gravi danni al front water della cittadina tirrenica, che lotta con cadenza annuale con i marosi invernali.  La villa Falcone e Borsellino di Sant’Agata di Militello è in parte franata per la forza delle onde, ormai a ridosso della zona più frequentata dai cittadini e dei tanti avventori dei locali adiacenti alla villa, soprattutto nel periodo estivo. Danni ingenti e per riprendere un altro celeberrimo detto: soldi buttati a mare.

Nonostante gli interventi di somma urgenza siano cominciati in tempi brevissimi per la messa in sicurezza e ripristino del lungomare, i cittadini chiedono la risoluzione definitiva del problema. Le cause derivano dalla continua erosione della spiaggia, cui contribuisce il nascituro ed in fase di completamento porto commerciale, che blocca lo scorrere della sabbia da ponente a levante. In poche ore dalla notizia dei danni è sorto il comitato “In alto mare” composto di circa venti aderenti e titolari di locali, bar e ristoranti interessati da cedimenti del litorale.

Il portavoce del comitato Antonio Bonina chiede all’Amministrazione Comunale un progetto serio per la risoluzione definitiva a questi eventi che negli anni si sono succeduti con una certa regolarità, con grave nocumento alle attività ed all’immagine della cittadina. Chiede un impegno congiunto tra amministrazione e forze politiche per un intervento definitivo e sostenibile.

A pochi chilometri di distanza la situazione non è molto diversa. Il Borgo San Gregorio di Capo d’Orlando, che negli anni 60 aveva ispirato, durante il suo soggiorno l’autore Gino Paoli alla scrittura della celebre canzone “ Sapore di Sale”, rischia di scomparire dell’avanzare del mare. I residenti del posto sono adesso preoccupati per le loro case, prima protette da decine di metri di splendida sabbia. La natura si sta riprendendo quello che l’uomo ha cercato di togliere. E’ il sentimento disfattista e sincero dei residenti, che chiedono aiuto per la protezione del posto e della memoria naturalistica di una dei borghi più belli del versante tirrenico della Sicilia.

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